Educare alla politica oggi, a partire dalla scuola.
Eravamo in tanti a Palazzo Cordellina, lunedì 18 maggio 2026, in una bellissima mattina di cielo azzurro e temperatura mite.
Tema dell’incontro: Educare alla politica, oggi.
Protagonisti indiscussi di questa giornata e del lungo lavoro preparatorio sono stati i diversi gruppi di studenti del Liceo Pigafetta e del Liceo Quadri.
Si è trattato di una iniziativa progettata e gestita dalla Casa di Cultura Popolare, per il tramite di Chiara Simonato e Nicola Diamanti. La Biblioteca Civica Bertoliana è stata co-ideatrice, grazie a Marcello Ghilardi e Alberto Galla, in continuità con la giornata di studi sugli stessi temi svolta il 13 giugno 2025.
Quattro le relazioni presentate dalle due scuole, ciascuna con impianto metodologico rigoroso e diversificato, curato dai docenti che a diverso titolo hanno supportato i gruppi.
Come difendersi dalle fake news con la storia è il titolo del laboratorio illustrato dal primo gruppo del Pigafetta, che ha lavorato sullo scarto tra una conoscenza storica metodologicamente fondata e le frequenti deformazioni ideologiche della memoria nel senso comune.
Il secondo gruppo ha ragionato su Parole e immagini della politica nel mondo antico e contemporaneo, confrontando propaganda imperiale augustea e trumpismo attuale.
Il gruppone del Quadri ha proposto un’indagine svolta tra circa 300 cittadini e cittadine di Vicenza sul loro rapporto con la politica: La parolaccia con la P è il titolo del lavoro, guidato da Martina Carone e Salvatore Borghese, entrambi esperti di comunicazione politica.
Ha concluso la serie delle relazioni la testimonianza portata dagli e dalle studenti del Liceo Pigafetta sulla loro esperienza di rappresentanti d’Istituto e nella Consulta Provinciale.
Per gli studenti, il senso condiviso di questa esperienza è stato così sintetizzato da Alberto Scotuzzi (Liceo Pigafetta, classe 5AC): “Mentre preparavamo questo intervento, abbiamo pensato: che senso ha salvarsi individualmente se intorno continua a crescere una società incapace di distinguere un fatto da uno slogan?
Perché il rischio esiste davvero: usare la cultura soltanto come protezione personale. Sapere, capire, orientarsi… ma restare chiusi dentro la propria consapevolezza.
Una persona davvero formata sente il dovere di condividere gli strumenti che possiede. Di discutere pubblicamente. Di spiegare. Di correggere una falsificazione quando la incontra. Di aiutare altri a sviluppare senso critico. (…)
E allora forse la risposta può essere questa. Studiare per capire. Condividere per difendere”.
Un riconoscimento importante va al lavoro decisivo e invisibile dei docenti interni delle scuole, in particolare alle professoresse Nicoletta De Cian, Mara Meneghini, Ilaria Vitali e al professor Simone Cuomo.
Il nostro grazie va inoltre agli esperti che hanno interloquito con gli/le studenti: Renato Camurri, professore di storia contemporanea all’università di Verona, Gian Marco Mancassola, direttore di TVA Cronaca, e Marco Scorzato, vice direttore del Giornale di Vicenza.
Va infine osservato come la presenza in sala di cittadini e cittadine, semplicemente curiosi dell’evento, abbia dato ulteriore valore all’impegno dei giovani protagonisti.
[Chiara Simionato, CCP]